Una mentalità flessibile: come fare youth work digitale

25, Giugno 2018

Tratto da Dodo #5

Tratto dall'articolo - Una mentalità flessibile: come fare youth work digitale 

di Michele Di Paola

 

È uscita da poco una pubblicazione ufficiale europea sull’animazione giovanile tramite gli strumenti digitali, uno dei primissimi contributi ufficiali a livello europeo su questo argomento: si intitola Developing Digital Youth Work ed è disponibile (per ora solo in inglese) in download gratuito dalla pagina publications.europa.eu.

Si tratta di un prodotto creato nell’ambito del Piano di lavoro sui Giovani 2016-2018 della UE, è promossa dalla DG Educazione, Giovani, Sport e Cultura: qui vorremmo brevemente recensirla e suggerirne la lettura a tutti.

Le 112 pagine sono il frutto del lavoro biennale del gruppo di esperti transnazionale su Rischi, opportunità e implicazioni della digitalizzazione per i giovani, l’animazione giovanile e le politiche giovanili: gli esperti hanno costruito una definizione di lavoro di cosa sia il digital youth work, qui menzioniamo spesso. Inoltre hanno raccolto in tutta Europa buone prassi che riguardano gli interventi, la formazione degli operatori giovanili (tra cui anche il mio corso di formazione europeo Dig-It Up! cosa di cui sono ovviamente molto fiero!), le politiche di sviluppo e supporto e l’individuazione dei bisogni formativi degli operatori giovanili in questo settore.

Il profilo dei partecipanti al gruppo è stato molto diversificato: da rappresentanti delle Agenzie Nazionali, a esperti provenienti da ONG e chiamati a rappresentare il proprio Paese, a membri di nomina politica e/o di rappresentanza istituzionale. L’Italia ha partecipato, seppur inserendosi a lavoro già iniziato, con Carlo Presenti che già ricopriva incarichi di rappresentanza del nostro Paese presso l’UE ed è stato in precedenza direttore dell’Istituto di Cultura Italiana a Londra: non una figura tecnica quindi, ma in ogni caso una presenza italiana di rilievo ad un tavolo di lavoro e di ricerca su queste tematiche, che è un risultato da salutare con favore.

Entrando nel merito, tutta la pubblicazione gira intorno ad un concetto chiave, espresso nelle primissime pagine: per fare digital youth work è cruciale avere una mentalità flessibile (nel testo, an agile mindset) da parte degli animatori giovanili, e tutto il supporto possibile per svilupparla, mantenerla per l’appunto flessibile, aggiornata e al passo con i tempi. Servono inoltre la curiosità e la volontà di sperimentare nuove cose e di imparare sia dai successi che dai fallimenti - insomma le competenze e l’atteggiamento che ogni animatore giovanile che si rispetti ha sempre avuto e sempre dovrà avere per fare bene il suo mestiere!

Fare digital youth work significa usare i media digitali e la tecnologia in modo proattivo all’interno dell’animazione giovanile. Non si tratta di una metodologia di animazione giovanile, ma di qualcosa che può essere incluso in qualsiasi setting di animazione giovanile (animazione diffusa, informazione e orientamento giovanile, centri giovani, animazione di strada, ecc). Il digital youth work ha gli stessi obiettivi dell’animazione giovanile in generale, e utilizzare media digitali e tecnologia nell’animazione giovanile dovrebbe essere sempre una pratica a supporto di questi obiettivi. Il digital youth work può avvenire in situazioni faccia-a-faccia oppure in ambienti online - o mescolandole entrambe. I media digitali e la tecnologia possono essere sia uno strumento, sia un’attività sia un contenuto nell’animazione giovanile. Il digital youth work è basato sulla stessa etica, gli stessi valori e gli stessi principi dell’animazione giovanile. Quando parliamo di animatori giovanili in questo contesto ci riferiamo sia a professionisti pagati che a volontari.

Partendo da questa definizione, che seppure considerata “di lavoro” mette finalmente nero su bianco indicazioni e punti di vista da cui partire, la pubblicazione elenca dodici raccomandazioni fondamentali per assicurare e aumentare lo sviluppo del digital youth work. Vediamole velocemente, raccolte in diversi capitoli.

Comprensione comune del digital youth work:

1. Gli Stati Membri dovrebbero considerare la definizione di lavoro del digital youth work da parte del gruppo di esperti sulla digitalizzazione e i giovani, nelle loro analisi e nei loro sviluppi del digital youth work.

2. Dato che le culture e i media digitali sono intrinsecamente parte della vita dei giovani, ogni animatore giovanile dovrebbe comprendere l’importanza del digital youth work ed essere in grado di trattare questioni digitali nel suo lavoro.

3. L’animazione giovanile dovrebbe abbracciare lo sviluppo tecnologico e supportare i giovani nello sviluppo di capacità, competenze e coraggio di dare attivamente forma alle tecnologie digitali e alla società.

4. Ogni Stato Membro dovrebbe avere un piano per sviluppare e dare risorse al digital youth work, come parte integrante delle sue politiche giovanili. I giovani e le organizzazioni giovanili dovrebbero essere consultate e coinvolte nello sviluppo e nell’implementazione di questo piano.

5. Ogni Stato Membro dovrebbe fornire investimenti finanziari strategici nel digital youth work. Bisognerebbe allocare risorse per la formazione degli animatori giovanili, per lo sviluppo di metodologie innovative di digital youth work, per fornire ore di lavoro, infrastrutture e dispositivi / tecnologie da utilizzare con i giovani.

6. Il digital youth work dovrebbe essere incorporato nella formazione degli animatori giovanili, nelle definizioni standard della figura di animatore giovanile e nelle competenze standard degli animatori giovanili.

7. La digitalizzazione e le culture digitali dei giovani dovrebbero essere considerate nel progettare politiche giovanili a livello locale, nazionale o europeo.

Partecipazione giovanile e diritti dei giovani
8. Dovrebbe essere assicurato che il digital youth work faccia proprio un approccio inclusivo, riconoscendo gli ostacoli alla partecipazione nel coinvolgimento digitale. L’animazione giovanile dovrebbe far uso di tecnologia e pratiche pedagogiche per aumentare l’accesso e abbattere le barriere alla partecipazione dei giovani nella società.

9. Il digital youth work dovrebbe rispettare la sicurezza e la privacy di tutti i giovani, e dotare sia gli animatori giovanili che i giovani delle necessarie competenze a salvaguardia dei rischi che i giovani possono correre online.

Conoscenza e dati:
10. Lo sviluppo del digital youth work dovebbe basarsi su dati. Per assicurare la qualità del digital youth work, si dovrebbero sviluppare sistemi per valutare il suo impatto, la sua copertura e la sua efficacia.

11. È necessaria una continua ricerca accademica sull’uso e le culture digitali dei giovani, per garantire che l’animazione giovanile incontri i bisogni dei giovani nell’era digitale. La ricerca dovrebbe essere condotta sia a livello nazionale che Europeo.

12. Dato che la digitalizzazione è un fenomeno globale, è imperativo facilitare lo scambio di conoscenze sul digital youth work, e sulle culture digitali dei giovani a livello internazionale. Andrebbero supportate iniziative a livello locale, nazionale ed Europeo per condividere conoscenza e pratiche. Lo scambio di conoscenze cross-settoriale dovrebbe essere incoraggiato per promuovere pensiero innovativo.

Sia sulla definizione che sulle raccomandazioni ci sarebbe moltissimo da dire: ad esempio, si uniscono intuizioni moderne e fondamentali con dichiarazioni di principio sui media digitali come strumenti salvifici (ad esempio per la partecipazione) che la cronaca degli ultimissimi anni ha già sconfessato in modo feroce. In ogni caso si tratta del primo documento ufficiale europeo, come ricordato, che si occupi in modo specifico e approfondito di educazione ai media digitali, e come tale va tenuto presente e utilizzato come punto di partenza.

A completare il testo seguono ricchissimi elenchi di link e rimandi a pratiche, materiali, documenti, siti e occasioni formative incentrate sempre sul digital youth work, tra cui come già ricordato quelli al corso di formazione europeo per animatori giovanili Dig-It Up! che anche quest’anno si terrà in Italia, a Ferrara, a metà del mese di aprile. Se volete saperne di più o siete interessati a partecipare, trovate le informazioni sul sito www.digitup.cloud.

 

Articolo tratto da Dodo, rivista di politiche per la gioventù - a cadenza trimestrale - distribuita gratuitamente su richiesta in formato digitale a tutti i giovani e agli stakeholder delle politiche per la gioventù.

Dodo è pubblicato da Eurodesk Italy con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, Direzione generale della Presidenza, Servizio comunicazione.

Per scaricare la rivista visita il link: www.eurodesk.it/dodo

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