L'esperienza DiscoverEU

04, Marzo 2019

Tratto dall'articolo - L'esperienza DiscoverEU

DiscoverEU È l’iniziativa dell’Unione europea che offre ai giovani di 18 anni di ogni provenienza l’opportunità di viaggiare in Europa, imparare dalle altre culture, stringere nuove amicizie con altri giovani europei e comprendere - attraverso la propria diretta esperienza - cosa rappresenta l’Unione europea. #DiscoverEU è stata lanciata per la prima volta nel giugno del 2018: i giovani hanno abbracciato l’opportunità con grande entusiasmo. Più di 100.000 hanno fatto domanda per i 15.000 carnet di viaggio disponibili nell’ambito del primo round del concorso. Il numero dei carnet di viaggio disponibili per i giovani è basato sulla percentuale della popolazione complessiva dei singoli Stati membri: in Italia ne sono stati distribuiti oltre 1.700. L’11 dicembre 2018 si è concluso il secondo round del concorso, nel quale sono in palio altri 12.000 carnet di viaggio (di cui circa 1.400 per i giovani italiani).

Domanda #1 Tu sei una/o delle/gli oltre 100mila giovani che hanno partecipato alla prima tornata di candidature a #DiscoverEU nel giugno 2018 e sei tra le/i 15.000 che hanno vinto un biglietto. Qual è stato la principale motivazione che ti ha spinto a partecipare al concorso?
Emma: Volevo fare un viaggio di maturità diverso dal solito, così ho abbandonato le mie amiche che volevano andare ad Ibiza perché volevo vedere l’Europa in treno. Volevo fare l’Interrail di cui leggevo sui libri, di cui sentivo parlare dai miei insegnanti. Perciò mi sono iscritta alla newsletter di Interrail, e quando mi è arrivata la e-mail Global Pass omaggio per i diciottenni credevo fosse il solito messaggio di spam… ma dopo essermi documentata mi sono buttata in questa avventura, quasi sicura di non vincere (diciamolo, i giveaways su internet non danno molte speranze). Qualche settimana dopo, appena finiti gli esami di maturità, la bella notizia: ho vinto! Me l’ero proprio meritato.
Filippo Personalmente ho sempre adorato viaggiare. Sin da piccolo, con i miei genitori, non ho mai fatto le classiche vacanze in villaggio turistico e, quindi, ho sempre avuto il piacere dell’avventura. Ciò che mi ha spinto a partire per #DiscoverEu era la volontà di uscire definitivamente dalla mia comfort zone e provare emozioni semplicemente “diverse”
John Sono venuto a conoscenza della possibilità di vincere un biglietto interrail principalmente tramite i social network e il telegiornale, nel quale si parlava di un certo Manfred Weber e del suo progetto chiamato DiscoverEU. Un progetto che ha convinto la Commissione europea a far partire nell’estate del 2018 circa 15.000 neo-diciottenni alla scoperta dell’Europa. La selezione dei 15mila ragazzi è stata affidata ad un concorso, che consisteva in un semplice questionario le cui risposte erano facilmente ricavabili in rete , come, ad esempio, quale fosse la capitale europea della cultura per il 2018… Alla fine di questo questionario era presente il vero fulcro della selezione, una domanda alla quale nessuno poteva rispondere con sicurezza, ovvero “Quanti ragazzi pensi che parteciperanno a questo concorso?”. Io risposi 50.000 – partecipammo in oltre 100.000: per fortuna, fui comunque selezionato.

Domanda #2 Quanto è durato il tuo viaggio e che Paesi hai visitato?
Emma Il mio viaggio è durato due settimane e sono stata a Monaco, Parigi, Londra ed Edimburgo. Non essendo mai stata all’estero senza genitori, volevo esplorare le città europee più “famose”, calcolando però che gli spostamenti in treno non fossero troppo pesanti in termini di durata. Cartina alla mano, orari dei treni nell’altra, ho progettato il mio viaggio in modo che durasse 3 settimane, contando di visitare anche Bruxelles e Zurigo, ma purtroppo ho dovuto interrompere il mio viaggio prima del previsto, dovendomi sorbire 21 ore di treno da Edimburgo a Milano… La mia tappa preferita è stata indubbiamente Parigi, in cui ho incontrato altri interrailers: per 4 giorni ho visitato la Ville des Lumières con un inglese, un palestinese, una tedesca, un algerino e due italiani (una siciliana e un napoletano). Sembrava una barzelletta, ma conversando in inglese siamo diventati un gruppo veramente affiatato e siamo ancora in contatto. Non abbiamo quasi mai dormito: dovevamo parlare, visitare, conoscerci e vivere la città!
Filippo Il mio viaggio è durato 13 giorni e sono stato in Germania, Paesi Bassi e Belgio. In particolare, ho visitato Colonia, Utrecht, Amsterdam, Gent, Bruges e Norimberga.
John Quando mi arrivò la notizia di aver vinto, non avevo ancora finito la maturità. Il biglietto mi arrivò praticamente subito, ma intanto non avevo la minima idea di come muovermi, prenotare e addirittura quando partire… Si poteva scegliere un biglietto con itinerario con date orari e città fissate antecedentemente oppure un biglietto flessibile con treni da scegliere volta per volta: io scelsi la seconda opzione, in quanto più comodo e con la libertà di scegliere con calma le varie città da visitare. Le mie mete sono state Amsterdam, Parigi, Bruxelles, Gent e Zurigo.

Domanda #3 Partire, a 18 anni, per un viaggio di scoperta e conoscenza dell’Europa: qual è stata la sfida più importante che hai affrontato? E qual è il ricordo più bello di questa “avventura”?
Emma
La sfida più importante che ho affrontato è stato trovare l’alloggio: dato che viaggiavo da sola, ho deciso di optare per il couchsurfing, un network di ragazzi che mettono a disposizione il proprio divano per ospitare viaggiatori. Avevo paura ed ero diffidente, ma ho trovato davvero delle brave persone con cui ho legato molto. La sfida era appunto, per una timidona come me, convivere con degli sconosciuti: riuscire a stabilire dei bei rapporti e a non far pesare la mia presenza come ospite mi ha fatto rivalutare di molto le mie capacità, trasformandomi in una chiacchierona che offre a tutti il thè. Chiedetelo ai miei coinquilini ora, se riescono mai a scampare l›ora del thè! Il ricordo più bello di questa avventura è stato l’EdFringe, il festival teatrale più grande del mondo, che si tiene ogni anno ad Edimburgo. Non sapevo nemmeno della sua esistenza, ma appena arrivata in Scozia ho scoperto di essere al posto giusto al momento giusto: sono una grande appassionata di teatro. L’atmosfera che si respirava nella città era incredibile: festa, spettacoli gratis, amicizia, esuberanza, frenesia, un ritmo che ti prendeva e ti trascinava da uno spettacolo all’altro, conoscendo persone da tutto il mondo, attori e spettatori. Questo è stato il mio primo viaggio da solo in assoluto verso città mai visitate prima: ho avuto un po’ paura prima di partire, ma è sparita non appena sono salito sul primo treno! Ho conosciuto tanti ragazzi e ragazze e ho condiviso con loro idee, sensazioni ed esperienze: un’avventura indimenticabile ed impossibile da realizzare senza un’opportunità come DiscoverEU!
Filippo Eh… la sfida c’è stata, eccome! Inizialmente dovevo viaggiare con dei miei amici, ma loro non hanno potuto più venire. Così, mi sono trovato, ad una settimana dalla partenza, completamente da solo. Per motivazioni personali era un momento molto particolare per me e ho reputato che dovessi cogliere questa possibilità. E devo dire la verità, è stata la scelta migliore della mia vita! Ho scoperto lati di me che non conoscevo e affrontato le tante piccole paure che affliggono i giovani d’oggi, me incluso ovviamente. In questo modo, per la prima volta nella mia vita, ho abbracciato e apprezzato la solitudine, che da estroverso quale sono, ho spesso evitato. I ricordi sono ovviamente tanti e tutti molto belli. Ciò che, tuttavia, ricorderò per sempre è una notte tempestosa a Gent, durante la quale, mi sono affacciato dalla mia camera di ostello e mi sono goduto i lampi&tuoni che avvolgevano gli edifici gotici della città.
John Non sapevo come organizzarmi: ho quindi consultato il gruppo Facebook creato dal team di DiscoverEU per pubblicare le foto delle varie esperienze, ma utilizzato anche per organizzarci fra noi vincitori del concorso. Sono stati creati vari gruppi di chat su Whatsapp, Facebook ed Instagram, grazie ai quali ho avuto la possibilità di conoscere gli altri vincitori in giro per l’Europa. Sono venuto così a conoscenza di vari siti e app utili in questi viaggi, come Hostelword (un’applicazione che ti mette in contatto con gli ostelli di tutto il mondo ed i cui prezzi sono veramente a buon mercato). Una app che mi ha sorpreso molto è Couchsurfing, grazie alla quale sono stato ospitato sia a Zurigo, che a Gent. La maggior parte dei vincitori viaggiava in gruppi da 2 o 3 persone condividendo il proprio itinerario, mentre il resto (come me) ha deciso di partire da solo, per incontrare poi gli altri ragazzi in giro per l‘Europa.

Domanda #4 L’iniziativa #DiscoverEU è promossa e finanziata dalla Commissione europea. Questa esperienza ha cambiato la tua percezione sull’Unione europea? Pensi di andare a votare alle prossime elezioni europee nel maggio 2019?
Emma
In Italia c’è molta disinformazione sull’Unione europea: anche l’opportunità di vincere il biglietto Interrail, infatti, era poco pubblicizzata. Mi dispiace perché poi mi sono informata sulle altre iniziative e l’UE dà tanto ai giovani e supplisce a molte mancanze degli Stati membri, che spesso investono poco su di noi. Penso di andare a votare, certo, come cittadina mi ritengo responsabile dei miei diritti e dei miei doveri.
Filippo L’esperienza che ho fatto ha confermato tante delle mie idee sull’Unione europea. Credo, infatti, che nei suoi difetti e aspetti migliorabili, l’UE sia l’unica strada percorribile per il futuro dell’Europa. I vantaggi sono, infatti, molteplici e non si limitano al viaggiare senza la necessità di passaporto, ma spaziano, per citare degli esempi, dalla tutela dei diritti violati allo sviluppo della solidarietà tra uomini di diverse etnie. Mi dovrò informare approfonditamente, ma sì, sono intenzionato a votare alle europee del prossimo anno.
John Questo viaggio ha cambiato la mia percezione sull’Unione europea; mi ha sorpreso il modo in cui si possa viaggiare così facilmente (e relazionarsi così velocemente con persone di altri stati europei!) grazie anche all’Accordo di Schengen. L’unica pecca, secondo me, è che fra i giovani non si ha ancora quel senso di appartenenza ad una comunità più grande, ovvero quella europea: e questo è purtroppo vero soprattutto in Italia. Per questo l’Unione europea dovrebbe promuovere molti altri progetti per sensibilizzare i più giovani. Io personalmente andrò a votare, e spero di convincere tanti altri miei coetanei a farlo.

Domanda #5 Infine, consiglieresti ai tuoi coetanei di fare la stessa esperienza? E perché?
Emma
Ho cercato di pubblicizzare su tutti i social la seconda tornata di candidature: sarebbe bellissimo se tutti i giovani avessero la mia stessa opportunità! Sono cresciuta e maturata molto, soprattutto mi sono “ridimensionata”. Il “mondo” della scuola ti coccola e vivere con i genitori ti fa sentire al sicuro, e partire di punto in bianco, da sola e senza nessuno che ti dica come e cosa fare è una vera prova di vita. Inoltre, ho migliorato molto le mie abilità in lingua inglese, consolidando il mio C1 e dandomi sicurezza: non potevo continuare a dire “the cat is on the table”, dovevo parlare di me ai miei host, sognare insieme ai giovani che incontravo, ascoltare e capire le storie che tutti, proprio tutti, hanno da raccontare e infine lamentarmi, perché noi italiani siamo conosciuti per quello…
Filippo È un’esperienza che consiglio in ogni sua sfaccettatura! Credo che il vero vivere sia uscire dalla monotonia della routine e, in fin dei conti, alla fine della nostra vita, l’unica cosa che ci rimarrà sono i ricordi che, in questo caso, sono e saranno indelebili. Non esitate neppure a partire da soli, sembrerà impossibile, ma il farcela vi farà capire quali sono veramente le vostre priorità!
John Consiglierei a tutti i miei coetanei questo genere di esperienza: è un vero peccato che solo 15.000 diciottenni ne abbiano avuto la possibilità! Questa “avventura” è un’ottima opportunità per crescere come persona, sia a livello di maturità, sia nella “mentalità”: in più, fa crescere nei giovani un senso di più forte appartenenza all’intera comunità europea.

 

 

Articolo tratto da Dodo, rivista di politiche per la gioventù - a cadenza trimestrale - distribuita gratuitamente su richiesta in formato digitale a tutti i giovani e agli stakeholder delle politiche per la gioventù.

Dodo è pubblicato da Eurodesk Italy con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, Direzione generale della Presidenza, Servizio comunicazione.

Per scaricare la rivista visita il link: www.eurodesk.it/dodo

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