Il futuro (prossimo) delle politiche per i giovani

20, Settembre 2018

Tratto da Dodo #6

Tratto dall'Articolo - Il futuro (prossimo) delle politiche per i giovani

Il VI Ciclo di Dialogo strutturato europeo con i giovani, che si concluderà a dicembre 2018, si è focalizzato sulla nuova Strategia dell’UE per la gioventù per gli anni 2019-2027 ed il tema prioritario trattato, “Youth in Europe: What’s next?”, ha già iniziato a dare i suoi frutti.
Il 22 maggio scorso la Commissione europea ha, infatti, presentato un pacchetto di misure per costruire uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025, per promuovere la mobilità per l’apprendimento e una nuova Strategia per i giovani, per lanciare una nuova agenda per la cultura, quale strumento di progresso sociale e crescita economica in Europa.

Oltre 48.000 giovani europei hanno di recente partecipato al processo di consultazione avviato con il VI Ciclo di Dialogo strutturato europeo, i cui risultati sono stati organizzati in 11 aree tematiche prioritarie definite “YouthGoals”, a partire dalle quali si dovranno costruire le politiche europee per la gioventù del futuro:

1. connettere l’Unione europea con i giovani
2. uguaglianza di genere
3. società inclusive
4. informazione e dialogo costruttivo
5. salute mentale e benessere
6. far avanzare la gioventù rurale
7. occupazione di qualità per tutti
8. apprendimento di qualità per tutti
9. spazio e partecipazione per tutti
10. Europa verde sostenibile
11. organizzazioni giovanili e programmi europei

Il pacchetto di misure presentato il 22 maggio scorso includeva una Comunicazione dalla Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni denominata “Mobilitare, collegare e responsabilizzare i giovani: una nuova Strategia dell’UE per la gioventù”, che trae anche origine dalle richieste e dalle idee avanzate dai giovani attraverso il processo di Dialogo strutturato europeo in corso.

Si tratta di una proposta che ha l’ambizioso obiettivo di raggiungere tutti i giovani, cercando di migliorarne le prospettive; che intende operare su più livelli, dal contesto globale a quello locale, proprio perché i giovani sono chiamati ad affrontare sfide globali; che mira alla loro responsabilizzazione, partendo dal livello locale e favorendo i contatti con i decisori politici e gli stakeholder; che punta a dotare i giovani di competenze digitali e a promuovere il pensiero critico e l’alfabetizzazione mediatica.
Le attività collegate agli obiettivi della nuova Strategia dell’UE per la gioventù prevedono tre ambiti di intervento: Mobilitare, cioè promuovere la partecipazione dei giovani alla vita democratica; Collegare, ossia mettere in contatto i giovani dell’UE e del resto del mondo per favorire il volontariato, la mobilità per l’apprendimento, la solidarietà e la comprensione interculturale; Responsabilizzare, cioè sostenere il potenziamento del ruolo dei giovani attraverso la qualità, l’innovazione e il riconoscimento dell’animazione socioeducativa. Molti degli interventi citati nella Comunicazione dovranno essere promossi a livello intersettoriale, proprio perché in Europa persistono alcune sfide interconnesse tra loro: il tasso di disoccupazione giovanile, ancora molto elevato in alcuni Stati membri e regioni; l’aumento della povertà tra i giovani; la disparità di accesso all’istruzione di qualità; i problemi sanitari. Queste priorità sono già sostenute da iniziative specifiche, quali Garanzia per i giovani, il Fondo sociale europeo e l’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile. Tra le principali urgenze si evidenziano, inoltre, la necessità di costruire legami tra il settore della gioventù e il mondo del lavoro e di raggiungere i NEET.

Quali metodi e strumenti dovrebbero produrre risultati efficaci e fare la differenza? La Commissione europea mette in evidenza l’importanza della cooperazione e l’applicazione di un duplice approccio.

Si parte, quindi, dal rafforzamento della cooperazione intersettoriale tra il settore della gioventù e altri settori strategici, utilizzando i meccanismi di governance già esistenti, ricercando sinergie e complementarietà tra gli interventi e coinvolgendo maggiormente i giovani. Si punta, poi, all’applicazione di un duplice approccio.
Al primo posto troviamo la proposta di rafforzare la dimensione giovanile nei settori strategici a livello dell’UE che significa, ad esempio: promozione di modelli di partecipazione al processo decisionale, come i laboratori per le politiche giovanili; maggiore trasparenza dell’azione dell’UE per i giovani, compreso il monitoraggio della spesa nel settore della gioventù; garanzia che le preoccupazioni dei giovani trovino spazio nel processo decisionale dell’UE, anche attraverso l’istituzione della figura del coordinatore dell’UE per la gioventù, che potrebbe fungere da referente per la Commissione europea e da punto di riferimento per i giovani; sostegno agli Stati membri nell’elaborazione di politiche per la gioventù, attraverso la raccolta di dati, l’apprendimento reciproco e la condivisione di buone pratiche.

Al secondo posto troviamo l’invito della Commissione a mettere in campo azioni mirate, che riescano a dare concretezza alle priorità dell’UE nel proprio contesto nazionale e far sì che la Strategia diventi più pertinente per le realtà locali. Anche la governance dovrà essere migliorata, monitorando le politiche con dati concreti, prevedendo un’impostazione flessibile nella definizione delle priorità, coinvolgendo le parti interessate nel coordinamento dell’attuazione della strategia, rafforzando l’apprendimento reciproco e la diffusione di buone pratiche, la messa in campo di programmi e fondi, come Erasmus+, il Corpo europeo di solidarietà, i Fondi strutturali e d’investimento europei, Orizzonte 2020, Europa creativa.
E non dovranno mancare le connessioni con i fondi messi a disposizione dall’UE, a garanzia del sostegno all’intero impianto.
L’ultima Conferenza europea della gioventù, che si terrà a settembre in Austria, completerà i lavori del VI Ciclo di Dialogo Strutturato europeo e rappresenterà l’occasione per l’approfondimento e la negoziazione della proposta della Commissione, dei suoi obiettivi e delle azioni da mettere in campo.

Al Consiglio spetterà invece la decisione di approvare la nuova Strategia dell’UE per la gioventù e di dotare “i cittadini, in particolare i giovani, di mezzi per agire in autonomia e responsabilità”, come ha recentemente sottolineato Tibor Navracsics, il commissario all’istruzione, la cultura, i giovani e lo sport.

Articolo tratto da Dodo, rivista di politiche per la gioventù - a cadenza trimestrale - distribuita gratuitamente su richiesta in formato digitale a tutti i giovani e agli stakeholder delle politiche per la gioventù.

Dodo è pubblicato da Eurodesk Italy con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, Direzione generale della Presidenza, Servizio comunicazione.

Per scaricare la rivista visita il link: www.eurodesk.it/dodo

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