Il Dialogo Strutturato Europeo con i Giovani: Dal 2010 ad oggi

25, Giugno 2018

Tratto da Dodo #4

Tratto dall'Articolo - Il dialogo Strutturato europeo con i Giovani: Dal 2010 ad oggi

 

Il Dialogo Strutturato è il frutto del Libro bianco della Commissione europea - Un nuovo impulso per la gioventù europea del 2001, che aveva l’obiettivo di promuovere la cooperazione europea in materia di gioventù; è anche il risultato del Patto europeo per la gioventù, adottato nel marzo 2005, che contribuiva alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Entrambi i documenti sottolineavano l’importanza di consultare i giovani negli ambiti delle politiche che li riguardavano direttamente e di integrare la dimensione giovanile negli altri settori politici collegati.

Il termine Dialogo Strutturato con i giovani compare per la prima volta nella Risoluzione del Consiglio dell’UE del 2005, si consolida con la Risoluzione del 2006, si attua a partire dalla Risoluzione del 2009, denominata “Un quadro rinnovato di cooperazione europea in materia di gioventù per gli anni 2010-2018”, le cui finalità erano il riconoscimento dei giovani come risorsa per la società e l’affermazione del diritto dei giovani a partecipare all’elaborazione delle politiche che avevano ripercussioni sulla loro vita.

Un allegato alla Risoluzione del Consiglio dell’UE del 2009 riportava i principi guida generali del Dialogo Strutturato europeo con i giovani e le organizzazioni: basarsi su cicli di lavoro di 18 mesi, ciascuno incentrato su una tematica prioritaria; includere le consultazioni con i giovani e le organizzazioni in tutti i Paesi membri, durante le Conferenze dell’UE sulla gioventù e durante la Settimana europea della gioventù.

Per assicurarne il coordinamento generale, si formalizzava l’istituzione di un Comitato direttivo europeo per ciascun Ciclo di 18 mesi, composto da rappresentanti dei Ministeri della gioventù dei Paesi del Trio di Presidenza, Consigli nazionali della gioventù, Agenzie nazionali per i giovani, Commissione europea e Forum europeo della gioventù. A livello nazionale si promuoveva la creazione di un Gruppo di lavoro per assicurare il processo partecipativo di tutte le parti interessate e per raccogliere e divulgare le buone prassi.

Il Dialogo Strutturato diventava quindi uno strumento per far comunicare i giovani, le organizzazioni e i responsabili delle decisioni attraverso le consultazioni e il dialogo permanente, per attuare le tematiche prioritarie della cooperazione europea, per far sentire la voce dei giovani nel processo di formazione delle politiche europee e nazionali.

A partire dal 2010, e fino al 2018, la cooperazione europea in materia di gioventù perseguirà due principali obiettivi generali: creare per tutti i giovani maggiori e pari opportunità nell’istruzione e nel mercato del lavoro; promuovere fra tutti i giovani la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e la solidarietà. Sono invece otto i settori d’intervento in cui inserire le iniziative, le consultazioni, i dialoghi: istruzione e formazione; occupazione e imprenditorialità; salute e benessere; partecipazione; attività di volontariato; inclusione sociale; i giovani e il mondo; creatività e cultura.

A partire dai due macro obiettivi e dagli otto settori di intervento, nel 2010 si individuava la prima priorità tematica da approfondire nel contesto del Dialogo Strutturato: “I giovani e il lavoro” (2010-2011). Al termine del Ciclo di 18 mesi, il Consiglio dell’UE adottava conclusioni sulla promozione dell’occupazione giovanile per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020: la disoccupazione giovanile e l’inattività prolungata dovevano essere prevenute e affrontate con priorità assoluta perché avrebbero generato effetti negativi sull’intera carriera lavorativa. In particolare, si evidenziava l’importanza di garantire che i sistemi di istruzione e formazione rispecchiassero meglio le esigenze del mercato del lavoro.

Tra il 2011 e il 2012, il II Ciclo di Dialogo Strutturato approfondiva il tema della “Partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa”: le conclusioni del Consiglio dell’UE riconoscevano le organizzazioni giovanili quale mezzo per lo sviluppo di capacità e competenze dei giovani; sostenevano l’estensione del Dialogo Strutturato a tutti i giovani, inclusi quelli non organizzati e con minori opportunità. I Ministri della gioventù si impegnavano, inoltre, a garantire un maggiore supporto alle attività giovanili incentrate sulla partecipazione e sul dialogo interculturale, alla mobilità dei giovani, alla convalida dell’apprendimento non formale e informale.

Il III Ciclo di Dialogo Strutturato (2013-2014) trattava la tematica prioritaria della “Inclusione sociale dei giovani in Europa”: tre conclusioni del Consiglio dell’UE evidenziavano l’importanza del contributo dell’animazione socioeducativa di qualità, di azioni concrete per includere nella società i giovani che non lavoravano ed erano fuori dai percorsi di istruzione e formazione (NEET), del ruolo dell’imprenditorialità giovanile nel promuovere l’inclusione.

A partire dal IV Ciclo di Dialogo Strutturato (2014-2015), sul tema “L’empowerment dei giovani per la partecipazione politica”, le raccomandazioni uscite dalla Conferenza della gioventù venivano presentate attraverso un Implementation toolbox, un pacchetto di strumenti innovativi ed esempi concreti di azioni per mettere in pratica le principali raccomandazioni politiche: la creazione di una cultura di partecipazione a scuola, il coinvolgimento dei giovani nel processo decisionale politico, lo sviluppo di strumenti di facile utilizzo per i giovani, mirati alla partecipazione politica locale e diretta, e lo sviluppo di forme alternative di partecipazione.

Anche il V Ciclo (2016-2017), incentrato sulla tematica “Consentire a tutti giovani di impegnarsi in un’Europa diversa, connessa e inclusiva - Pronti per la vita, pronti per la società” ha prodotto un Implementation toolbox ed un piano di azioni da intraprendere: l’accesso alla qualità e all’informazione critica; la garanzia di tempo e spazio per attività che aiutino i giovani a costruire resilienza, autoconsapevolezza e fiducia in se stessi; la possibilità di superare la paura e l’intolleranza e sperimentare la diversità; l’attuazione di un sistema educativo che realizzi il potenziale dei giovani; la promozione dell’impegno dei giovani nella società; la ricostruzione della fiducia nel progetto europeo; la realizzazione di programmi di mobilità e di un quadro giuridico per il riconoscimento e la convalida delle competenze; il sostegno a spazi virtuali e fisici dedicati all’animazione socioeducativa di qualità. L’attuale Ciclo di Dialogo Strutturato, da luglio 2017 a dicembre 2018, si focalizzerà sul tema prioritario “Youth in Europe: What’s next?” e sarà utilizzato per elaborare la nuova Strategia europea per la gioventù che, a partire dal 2019, dovrà rispondere alle esigenze e alle aspettative dei giovani attraverso l’elaborazione di politiche giovanili intersettoriali a livello europeo.

L’impatto del processo di Dialogo Strutturato Europeo con i Giovani e le organizzazioni dipende fortemente dall’attuazione dei risultati politici da parte degli Stati membri, sia attraverso la realizzazione di misure concrete sia tramite il coinvolgimento delle rappresentanze dei giovani alla discussione a livello europeo.

Il primo risultato visibile è stato l’incremento di fondi da parte della Commissione europea per finanziare più progetti attraverso il programma comunitario Gioventù in Azione. A seguire, l’estensione del Dialogo Strutturato a tutti i giovani ed il sostegno alla partecipazione ai processi decisionali a tutti i livelli; il riconoscimento dell’animazione socioeducativa e delle organizzazioni giovanili come mezzo per sviluppare abilità e competenze per i giovani; il supporto a tutte le attività giovanili incentrate su dialogo interculturale e partecipazione dei giovani.

 

Articolo tratto da Dodo, rivista di politiche per la gioventù - a cadenza trimestrale - distribuita gratuitamente su richiesta in formato digitale a tutti i giovani e agli stakeholder delle politiche per la gioventù.

Dodo è pubblicato da Eurodesk Italy con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, Direzione generale della Presidenza, Servizio comunicazione.

Per scaricare la rivista visita il link: www.eurodesk.it/dodo

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